Turchia: diario di viaggio in camper

Stai pensando di fare un viaggio in Turchia, a bordo del tuo camper o van? Non rimandare più! La Turchia è un paese straordinario, costellato di luoghi meravigliosi e paesaggi mozzafiato tra natura e storia, tutto reso ancora più speciale dalla commovente accoglienza del popolo turco. In questo articolo condivido il nostro itinerario di viaggio in camper in compagnia dei nostri due cani, con tanti luoghi da vedere, da quelli più famosi a quelli non convenzionali, che non troverai menzionati neanche dalle guide più in voga! Spero possa ispirarti nella creazione del tuo viaggio in Turchia on the road !

Troia, Stretto dei Dardanelli

Entriamo in Turchia dalla città greca di Alessandropoli, percorrendo tutta la Egnatia Odos da Igoumenitsa (Grecia). In dogana sono tantissimi i controlli: passaporti, assicurazione del camper, un passaggio di Floki sotto ai raggi X e perfino foto segnalati all’ingresso! Tuttavia, è stata più veloce del previsto, probabilmente perché non c’era molta gente e noi eravamo gli unici col camper. Superati agilmente tutti i controlli, per prima cosa compriamo una sim per internet già in dogana, poi un pranzo veloce e via verso l’area archeologica di Troia, passando per il ponte sullo stretto dei Dardanelli. L’area archeologica di Troia non possiede certamente il fascino di quelle più famose come Efeso, ma vale la pena una visita anche solo per la miticità di questi luoghi. Inoltre, da pochi anni è possibile visitare anche il museo archeologico di Troia, inaugurato nel 2018. Dopo la visita ci dirigiamo poco più a sud, verso il tumulo in cui sarebbe seppellito niente meno che Achille!

Passiamo la notte qui, con Achille da un lato e il mare dei Dardanelli dall’altro.

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Costa Egea Settentrionale

Ci godiamo qualche giorno nel meraviglioso spot dove abbiamo passato la notte, e poi ci mettiamo in strada in direzione sud, attraverso stradine di campagna immerse nel verde. Dopo una breve pausa ad Assos, città che per qualche anno ha ospitato il filosofo greco Aristotele, e una visita all’area archeologica, proseguiamo lungo la costa Egea settentrionale, dove passiamo qualche giorno di relax al mare.

Intanto si studia l’itinerario delle prossime tappe!

Ida Madra Geopark, Pergamo, Efeso

Giornata intensa quella di oggi, ricca di posti meravigliosi! Iniziamo con la visita all’Ida Madra Geopark, un territorio costellato di immense pietre granitiche e candidato alla lista dei patrimoni UNESCO; una sosta perfetta per sgranchire un po’ le gambe – e le zampe – e scoprire un posto ancora fuori dalle rotte turistiche!

Il viaggio continua in direzione di Pergamo – oggi Bergama – e visitiamo l’altissima acropoli. Pergamo è sicuramente meno turistica di Efeso, non mi è ancora chiaro il motivo, ma vale assolutamente la pena una visita, perché l’area archeologica è davvero impressionante e regala una vista mozzafiato sull’intera valle. Continuiamo alla volta di Efeso, e devo ammettere che la sua fama se l’è meritata: un’area archeologica che lascia poco all’immaginazione! Vale tutti i soldi spesi, il doppio rispetto ai parchi di Troia e Pergamo.

Ci fermiamo in un parcheggio sul mare, non molto lontano da Efeso, circondati da tanti altri camperisti.

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Dilek parki & Zeus Magarasi

La mattinata di oggi vola alla ricerca di un punto poste (PTT) che ci venda la card per pagare l’autostrada: alcune tratte autostradali non prevedono pagamenti né in cash né con carte, ma funzionano tramite videocamera e riconoscimento targa.

N.B. Spiego tutti i dettagli sul funzionamento dei pedaggi autostradali più avanti, nel paragrafo “Autostrade in Turchia”.

Finiamo di girovagare da una posta turca a un’altra a ora di pranzo, e finalmente ci dirigiamo al parco di Dilek! Facciamo un breve percorso a piedi per arrivare alla Zeus Magarasi, una spettacolare grotta con acqua di un blu intenso (la foto non rende perché capitati in una giornata nuvolosa), e poi ci rilassiamo per pranzo in un bellissimo giardino con tavoli da picnic all’ombra di maestosi alberi. Visto che all’interno del parco di Dilek non si può sostare di notte con il camper, proseguiamo oltre. Lungo la strada, ci fermiamo per una sosta e incontriamo una bellissima famiglia da cui compriamo il tipico Bezleme, un pane simile al pane arabo, e dell’ottimo miele. In serata raggiungiamo Pamukkale, domani visiteremo le famose terrazze in travertino!

Pamukkale, Dalyan

Stamattina sveglia prestissimo: l’unico modo per visitare le terrazze di Pamukkale, senza la mega folla di visitatori, è all’alba. Alle 6,45 eravamo già all’ingresso per acquistare i biglietti, non c’era nessun altro, a parte noi. È stata la scelta migliore che potessimo fare, i cani erano liberi di muoversi dove volevano e avevamo le terrazze tutte per noi; la luce dell’alba, poi, rendeva tutto ancora più magico!

Il giorno seguente ci rimettiamo in viaggio e raggiungiamo Dalyan, un grazioso paese che si sviluppa lungo il fiume omonimo, dal quale si possono ammirare le tombe rupestri dei re della Caria. Questo posto ci piace, ha delle belle vibrazioni, e scoviamo un’area sosta molto carina dove passare la notte.

Itzuzu beach, Via Licia, Andriake

Scopriamo che non molto lontano da noi si trova una spiaggia che viene utilizzata dalle tartarughe marine per la nidificazione: Itzuzu beach. È un luogo davvero particolare, non è l’unica spiaggia in Turchia in cui è possibile incontrare le tartarughe, ma è l’unica ad aver regolamentato gli accessi al fine di proteggerle, e ad avere un santuario in cui vengono recuperati quegli esemplari che hanno subìto traumi causati molto spesso da incidenti con le eliche delle barche o coi rifiuti in mare… un centro di recupero a regola d’arte, dove non c’è e non viene incentivato alcun contatto con gli animali presenti in struttura. L’ingresso al santuario è libero, ma si può lasciare un’offerta al centro e ai volontari che fanno un lavoro davvero prezioso.

Ci rimettiamo in viaggio lungo la panoramica Via Licia, che ci regala vedute mozzafiato sulla costa. Attraversiamo spiagge cristalline e ci fermiamo ad Andriake, in un rilassante campeggio sul mare, gestito da una famiglia super ospitale.

Myra, Chimera, Cirali

Stamattina visitiamo le tombe rupestri del sito archeologico di Myra (dove si trova anche uno splendido teatro romano), la guida le descrive come le più belle di tutta la Licia, ma a mio avviso quelle di Dalyan erano molto più maestose. Continuiamo a percorrere la splendida Via Licia e raggiungiamo un tratto di costa pieno di calette con ciottoli e acqua cristallina: ne approfittiamo per una pausa rinfrescante! Arriviamo a Cirali e poco prima del tramonto ci incamminiamo verso il Monte Olympos, luogo famoso per un fenomeno naturale straordinario: dal terreno escono fiamme che bruciano lungo i pendii della montagna. In antichità si pensava fosse il respiro del mostro Chimera, ed è per questo che il luogo è conosciuto anche come Monte Chimera. Oggi la tradizione vuole che si arrostiscano marshmallow sulle fiamme, e noi amiamo rispettare le tradizioni!

N.B. Le fiamme del Monte Chimera si raggiungono tramite un sentiero di gradoni, lungo 1 km tutto in salita.

Cascate di Kursunlu & Manavgat

Dopo qualche giorno di mare, lasciamo Cirali per proseguire in direzione di Antalya, e da qui ci dirigiamo alle vicine cascate di Kursunlu. Luogo molto carino, con un sentiero che permette di addentrarsi nel parco e scoprire altri angoli suggestivi. Il percorso non è molto impegnativo, ma in alcuni tratti sono presenti scale e gradini sia a salire che a scendere. Nel parco si trovano anche dei punti ristoro; io provo il famoso “dondurma”, il tipico gelato turco che generalmente viene servito con strabilianti acrobazie. Dopo Kursunlu, lasciamo Antalya e raggiungiamo altre cascate: quelle di Manavgat, piccoline ma spettacolari. Al contrario di Kursunlu, le cascate di Manavgat si raggiungono subito dopo l’ingresso e non c’è alcuna passeggiata da fare, il posto è davvero carino, pieno di tavolini all’ombra, ottimo per rilassarsi e gustare un buon chai.

Finiamo la giornata in riva al mare non molto lontano da Alanya.

Costa Mediterranea orientale

Proseguiamo il viaggio lungo la costa Mediterranea Orientale e raggiungiamo un luogo assolutamente da non perdere: una splendida caletta nei pressi di Gazipasa, una piscina naturale sotto un imponente arco, la nuotata più bella fatta in Turchia!

N.B. La caletta si raggiunge attraverso un breve ma ripido sentiero in discesa.

Percorriamo la strada che giunge fino al sentiero per la splendida caletta, attraversando un’immensa area di piantagioni di banane, e quando al ritorno ci fermiamo per un chai, ci viene regalato un intero casco dal proprietario del bar… mi commuove ogni volta la dolce accoglienza del popolo turco, che ci ha accompagnato per l’intero viaggio.

Ci rimettiamo in marcia lungo la costa, ormai siamo lontani dalle spiagge turistiche della zona di Antalya, ma non meno belle e, anzi, con un certo non so che di selvaggio che a noi piace tanto. Dopo una breve fermata ad Anamur, concludiamo questa giornata in riva al mare. Anche stasera si dorme cullati dalle onde!

Grotta dell’Inferno & Grotta del Paradiso

Poco prima della città di Mersin si trovano due grotte spettacolari, avvolte dal mito: la Grotta dell’Inferno e la Grotta del Paradiso. Iniziamo la visita con la spaventosa Grotta dell’Inferno: una dolina profonda 130 metri, che si può ammirare da una piattaforma in vetro. Non so cosa sia più terrificante: se il pavimento trasparente della piattaforma o la grotta infernale! Secondo la mitologia, in questa grotta Zeus avrebbe imprigionato il mostro Tifone.
La Grotta del Paradiso la raggiungiamo scendendo per ben 450 gradini! I resti di una Chiesa Bizantina del V secolo segnano l’ingresso della caverna, alla cui estremità si trova la Grotta di Tifone, ritenuta in antichità la porta di accesso agli inferi e citata anche da Strabone nella sua “Geografia ”. Si pensava, inoltre, che il fiume che scorre sotto la caverna fosse un affluente del fiume d’oltretomba Stige. Per evitare di risalire i 450 gradini, una vuolta fuori dalla Grotta del Paradiso, si trova un comodo ascensore. A pranzo assaggiamo dei buonissimi “Tantuni ”, piatto tipico della zona di Mersin, da non perdere!

Lasciamo la costa mediterranea, la destinazione ora è la Cappadocia e questa sera si dorme tra i boschi, con una guardiana d’eccezione.

Derinkuyu, Goreme

Il mare e il caldo sono già un ricordo. Come entriamo in Anatolia centrale, iniziamo a salire di altitudine e ci ritroviamo circondati da un verde intenso e montagne innevate che fanno da cornice. La prima tappa della giornata è Derinkuyu, dove visitiamo la straordinaria città sotterranea Patrimonio Unesco: un labirinto di strette gallerie che scende di ben 12 livelli dalla superficie. Si pensa che questa città vera e propria (poteva ospitare oltre 10.000 persone, qualcuno pensa 20.000) fosse stata scavata dalla popolazione degli Ittiti, e poi ampliata dai cristiani bizantini per sfuggire alle persecuzioni, anche se il vero scopo iniziale di questa città rimane oggi un mistero. La visita è impegnativa e non adatta a chi soffre di claustrofobia, ma anche chi non ne soffre è messo a dura prova, perché l’ingresso non è contingentato e nelle ore di massima affluenza ci si ritrova accalcati con code come al supermercato.

Dopo la visita ci rimettiamo in strada alla volta di Goreme. Troviamo un bel posto panoramico in cui sostare e intanto studiamo qualche percorso da fare nei prossimi giorni per esplorare questa magica regione che è la Cappadocia!

Cappadocia

Per visitare la Cappadocia, ci prendiamo tutto il tempo necessario per godere di questi luoghi con calma e tranquillità. Esploriamo a piedi le magnifiche valli lunari, i musei a cielo aperto, e come ciliegina un entusiasmente volo in mongolfiera all’alba per ammirare il paesaggio dall’alto.

Costa del Mar Nero

Lasciamo la Cappadocia per dirigerci verso la costa del Mar Nero. Passiamo per Hattusas, l’antica capitale del regno Ittita e, attraverso stradine di montagna, raggiungiamo infine la città di Inebolu, l’unica in cui si possono ancora ammirare le antiche case in legno tipiche di questa zona. Dopo una notte a Inebolu, proseguiamo il viaggio lungo la costa del Mar Nero, anche se il tragitto assomiglia molto più a una stradina di montagna che a una strada costiera: curve, tornanti, foschia, il mare lo intravediamo poco e niente. Dopo qualche breve sosta per mangiare e per sgranchire un po’ le gambe – e le zampe – ci fermiamo in un bellissimo campeggio, nei pressi di una baia. Ci piace così tanto che decidiamo di fermarci qualche giorno, anche per godere della meravigliosa ospitalità di Sevki, il padrone di casa del North Point camping. Passiamo i giorni a fare SUP, escursioni a piedi, gite in barca con uno dei pescatori del luogo, che ci porta a scoprire le grotte intorno alla baia, visitiamo le città e i luoghi circostanti, come la graziosa cittadina di Amasra, situata su un promontorio. Lasciamo a malincuore questo posto e proseguiamo il viaggio lungo la costa del Mar Nero. Oramai siamo quasi giunti ai titoli di coda di questo meraviglioso viaggio…

Strada del vino, Tracia

Gli ultimi giorni in Turchia li passiamo attraversando la regione della Tracia, che scopriamo essere una regione famosa per i suoi vigneti. Sapevi che anche in Turchia esiste la Strada del Vino? Ebbene sì! E noi la giriamo per bene fino a trovare una bellissima azienda vinicola, dove prendiamo qualche bottiglia di vino turco da portare a casa per condividerle con amici e familiari.

Spoiler: il vino era buonissimo ed è piaciuto a tutti!

Autostrade in Turchia

Il sistema di pedaggi autostradali in Turchia è piuttosto all’avanguardia. La maggior parte dei caselli sono automatizzati, e se nel tuo viaggio in Turchia pensi di percorrere anche dei tratti autostradali, allora dovrai comprare la card HGS, acquistabile in un qualsiasi punto poste – PTT. La card HGS è associata alla targa del veicolo, ha un costo minimo di 150 lire turche ed è ricaricabile.

N.B. Il camper corrisponde a una classe (sinif in turco) 2, ricorda di farlo presente al momento dell’acquisto, altrimenti ti sarà venduta la card per le auto di classe 1.

Come capire quanto credito residuo si ha sulla card HGS?

Ogni volta che si attraversa un casello – ricorda di entrare nella corsia HGS – il semaforo si illuminerà di verde e nel monitor comparirà la cifra di quanto si sta pagando. Se sulla card non ci sarà credito sufficiente, al semaforo del casello scatterà il rosso associato ad un suono; si potrà comunque entrare in autostrada, ma da quel momento si avranno 15 giorni di tempo per ricaricare la card HGS ed estinguere il debito, altrimenti sarà recapitata la sanzione.

In Turchia con i cani

Prima di partire, ci siamo imbattutti in diversi racconti di altri viaggiatori che hanno attraversato la Turchia con cani al seguito. Abbiamo letto di esperienze negative a causa del gran numero di cani randagi che si trovano in ogni angolo della Turchia, qualcuno consigliava addirittura di armarsi di sassi e pietre da lanciare ai malcapitati randagi! Io posso solamente dire che la nostra esperienza è stata sempre positiva, né noi né i nostri cani abbiamo mai avuto un problema con nessun randagio incontrato, qualcuno può fare qualche abbaio di avvertimento ma niente di aggressivo o pericoloso, sono cani abituati sia alle persone sia alla presenza di altri cani, sono equilibrati e appagati; più che randagi abbandonati a sé stessi, sono cani della comunità: la gente del posto si assicura che abbiano acqua, cibo, e non è raro incontrarli mentre schiacciano un pisolino all’interno di bar, ristoranti… Se i nostri cani sono abituati a comunicare e a stare con altri cani e, soprattutto, noi bipedi siamo in grado di mantenere un atteggiamento calmo senza farci prendere dall’ansia, allora niente da temere, anzi, abbiamo scoperto quanto la Turchia possa essere davvero dog friendly: i cani possono accedere nelle aree archeologiche, nei ristoranti e negozi, mai visto un cartello di divieto cani. La commovente accoglienza del popolo turco di cui ho parlato nell’articolo, vale anche per i nostri amici a quattro zampe!

Non è finita qui…

Durante la permanenza in Turchia, abbiamo creato una mappa pensata per chi sta organizzando un viaggio in Turchia a bordo del proprio camper o van.

Cosa troverai all’interno della mappa?

  • Spot in libera testati da noi,
  • Aree sosta a pagamento,
  • Carico e scarico,
  • Luoghi da non perdere, tanti altri oltre a quelli citati in questo articolo,
  • … e tante altre informazioni utili per affrontare un viaggio in camper in Turchia senza spiacevoli sorprese!

N.B. Tutti i luoghi presenti sulla mappa sono raggiungibili con qualsiasi tipologia di camper.

Se ti interessa e vuoi avere più info, mandaci una mail a: mappe@vivereoutdoor.com con oggetto “Turchia”, ti diremo tutto quello che troverai nella mappa e come averla.

Riassunto video del nostro itinerario

Presto disponibile anche l’articolo dell’itinerario della Macedonia del Nord!

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