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Chefchaouen, la perla blu del Marocco

Oggi vi porto in Marocco, precisamente nella azzurrissima Chefchaouen. Ci siamo stati a fine marzo e in quel periodo il clima è ideale, con noi c’erano anche i nostri due cagnoloni. Il livello di accoglienza è stato sopra ogni aspettativa; non abbiamo mai avuto problemi, i cani (i nostri sono di taglia grande) sono stati accettati ovunque, ristoranti compresi.

Questa magica città azzurra e blu sembra slegata dal tempo, tutto sembra scorrere più lentamente.

È situata in una posizione magnifica, tra le montagne della catena montuosa del Rif. Originariamente la città era abitata da musulmani ed ebrei espulsi dalla Spagna durante l’Inquisizione, ed è per questo che trovandosi tra le viuzze di Chefchaouen si ha l’impressione di essere in un paese andaluso.

Riguardo il perché del colore azzurro ci sono diverse teorie: c’è chi pensa siano stati gli ebrei a dipingere la città di blu, a simboleggiare il loro Paradiso, dopo essere fuggiti dall’Inquisizione spagnola; chi sostiene che il colore blu fu introdotto solo negli anni ’30 del secolo scorso; e chi ritiene che la scelta di questo colore sia più che altro tecnica, servirebbe a tenere lontano zanzare ed altri insetti. Qualunque sia il motivo di tale scelta, Chefchaouen è unica ed è la città che ho amato di più di tutto il Marocco.

Cosa non dovete assolutamente perdervi di questa città:

  • La Kasbah (la vecchia città fortificata), che ospita il museo Etnografico
  • La Medina, un labirinto di vicoli non eccessivamente grande, che offre degli scorci meravigliosi
  • Plaza Uta el – Hammam, il cuore della Medina, una piazza incantevole dove potersi rilassare gustando un buon tè alla menta.

Per il resto, lasciatevi trasportare dai profumi, dai colori, dalle viste mozzafiato, dalle meravigliose persone che incontrerete, e dalla magia di questa città senza tempo.

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